Focus_156 - Billero43Models

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Recentemente ho acquistato il kit che ho atteso di più l'anno scorso. Si tratta della Ferrari 156 F1 o più comunemente conosciuta come "Sharknose", ovvero squalo per via del muso. Mi sembra doveroso iniziare la recensione con un pò di storia su questa Formula 1 .Phil Hill vinse il campionato piloti e costruttori nel 1961. La vera innovazione di questa monoposto fu il motore posteriore, il primo per la Ferrari. Infatti la sua posizione offriva diversi vantaggi sul comportamento della vettura migliorandone chiaramente le prestazioni. Da non dimenticare la collaborazione di uno dei nostri migliori tecnici Mauro Forghieri per la realizzazione del propulsore. Il kit è composto da numerose parti ben suddivise tra loro in diverse buste plastificate, le fotoincisioni, i particolari in metallo bianco i pneumatici e le micro torniture. Presente anche il chiarissimo ( e lungo) libretto istruzioni e le doppie decals. Come dicevo prima il kit presenta parecchi pezzi, circa 350, forse il kit Tameo più complesso a parer mio.
Il libettro delle istruzioni è più chiaro che mai, ogni fase del montaggio è sempre ben chiara riportando anche il numero e il relativo colore del pezzo. Nella prima pagina come di consueto c'è lo schema che riassume tutte le fotoincisioni del kit, ogni pezzo è numerato per non confondersi. Oltre a diversi pezzi di ricambio (di solito per i più piccoli) nei blister fotoincisioni in alto c'è anche la tabella che riassume tutti i colori che serviranno, solitamente i Tamiya.
I particolari in metallo bianco sempre di gran pregio sono presenti in abbondanza, naturalmente una leggera pulizia è sempre consigliata prima di colorarli nonostante siano ottime fusioni. Ora vorrei fare alcuni chiarimenti sul punto che ha fatto storcere un pò il naso gli addetti ai lavori e non, cioè il telaio in metallo bianco. Le fotografie purtroppo non rendono mai quello che è in verità l'oggetto, ma ad occhio nudo questo telaio pènso che sia davvero ben realizzato. Dico questo perchè la pulizia, nonostante sia una fusione è impressionante, c'è una sola ed unica bava al lato, che chiaramente è inevitabile. Ricostruirlo secondo me non porterebbe a nulla se non forse a un ridimensionamento (sempre ne sia il caso) del diametro dei tubi. Comunque sia in entrambe le soluzione la verniciatura è d'obbligo.
Le tre dime servono per dare la giusta forma a diversi componenti in metallo bianco o fotoincisione che siano. Io consiglio di utilizzare un martellino in gomma appunto per non rovinare la fusione.
Anche le fotoincisioni sono presenti in gran numero come al solito, oramai costituiscono più della metà dei pezzi di un qualsiasi kit. In questo caso troviamo sia diversi materiali che diversi spessori. Partendo da sinistra ci sono le fotoincisioni in ottone e acciaio di spessore 0.3mm, al centro uguale materiale ma spessore 0.2 e 0.1 mm infine quelle che formeranno i cerchi a raggi di spessore 0.05mm. Quest'ultima soluzione non la trovo entusiasmante, infatti a prima vista ne sono rimasto un pò deluso. Avrei preferito dei cerchi a raggi nello stile Bosica.
Per concludere ci sono le bustine contenenti pneumatici e micro torniture.
Una novità è la vite in acciaio con relativo dado per fissare il modello alla base. I pneumatici sono in vera gomma e il battistrata scanalato risulta essere ben definito ed in scala. C'è anche il doppio vetrino in acetato termoformato, nel caso di errori un pezzo sostitutivo è sempre ben accetto.
Finita la recensione vorrei potermi dedicare subito all'assemblaggio di questo bellissimo super kit, ma guardando tutti i lavori in corso e pensando a quelli successivi riporrò la scatola nel cassetto. Comunque sia penso che questa WCT 61 non debba mancare nella collezione (di scatole di montaggio come nel mio caso) di nessuno!
 
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